Il Cambusiere (o sfida al nostro Nord)
Il Cambusiere, un piccolo uomo al cospetto dei grandi ghiacci del Polo Nord, in una storia di passioni forti che racchiude una tragedia e un trionfo. Sassi dal cavalcavia, sintesi estrema del disagio giovanile liberamente ispirata a fatti realmente accaduti. Due viaggi, quello per mare, il «grande spazio della mia disperazione» (Baudelaire) e, speculare, quello dentro coscienze perverse: il primo negli spazi aperti dell’avventura che insidia l’esistenza e la mette in gioco, l’altro esplorativo, più che della realtà, dei suoi vuoti. Sempre, comunque, un’occasione per sentirsi spaesati, per cercare di conoscere o riconoscere, attraversare luoghi consueti dell’anima o intraprendere gli itinerari della possibilità o delle occasioni perdute. Il mito del viaggio è ancora la metafora di ogni nostra erranza e Ulisse «siamo noi stessi, trasportati dall’audacia delle nostre menti e dai tremori dei nostri cuori» (Conrad). La meta è il nostro nòstos, un ritorno verso Itaca dove «abitare poeticamente» noi stessi, provare ad avvicinarci alla nostra dimora e alla nostra pace, a essere finalmente «ciò che siamo». «Le voyage pour connaitre notre geographie»: «Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie […], di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto» (Borges).
Informazioni aggiuntive
| Dimensioni | 12 × 19,5 cm |
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| Autori | |
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| Anno | 2009 |












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