POSTATO IL 20-03-2012 DA Leonardo


Mi son preso tutto il tempo necessario ed eccomi qua a trasporre su blog le emozioni e l’esperienza di un dialogo interessante e “formativo” al quale vorremmo dare, nel nostro piccolo, una generosa spinta in avanti.
Sto parlando della lunga interminabile discussione avvenuta ieri su twitter sotto l’ombrello di #caroeditore, hashtag partorito dalla mente intelligente di Libri su Libri e accettato subito di buon grado dalla “comunità letteraria” di twitter. Ore e ore di dialogo aperto e straordinariamente partecipato tra lettori, lavoratori del settore e editori; una serie infinita di domande e risposte, critiche e richieste che hanno interessato tutte o gran parte delle problematiche che investono il settore dell’editoria: prezzi, qualità, sfruttamento del lavoro, ebook, strategie editoriali e culturali, distribuzione, selfpublishing, etc. (per chi avesse perso qualche puntata invitiamo a leggere il report di Tweet Reach condiviso da Mafe de Baggis e lo storify di ISBN edizioni).
Un esperimento di vicinanza tra diversi attori decisamente riuscito che vorremmo non si disperdesse nei mille rivoli (e slogan) di twitter e riuscisse invece ad andare oltre acquisendo maturità. Un dialogo che reca in seno una serie di potenzialità “rivoluzionarie” (dovute in gran parte alla partecipazione di massa di un pubblico – i lettori – interessato al cambiamento) che vorremmo emergessero in modo da spingere il settore editoriale fuori dall’autoreferenzialità e verso un cambiamento (le direzioni sono tutte da discutere) che reputiamo necessario. Per tutte queste (e altre) ragioni intendiamo offrire questo spazio a chi voglia approfondire la discussione avvenuta fin qui dirigendola verso luoghi inesplorati, arricchendola di elementi nuovi e proposte di azione concreta. 

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