Logìa 978-88-95187-53-2 232 pp 12,00 - 5% = 11,40 €
Il bue è stato per lunghissimo tempo «il compagno dell’uomo nel lavoro dei campi», come scrive Varrone, e altrettanto afferma Columella, che lo definisce «il più laborioso compagno dell’uomo». I buoi aggiogati hanno caratterizzato per secoli, con le loro doti di potenza e mansuetudine, l’attività agricola e con essa l’insieme della realtà rurale, dividendo l’esistenza quotidiana con i contadini che li “governavano”, li chiamavano con un nome proprio e li reputavano risorsa di grande valore, perché costituivano la indispensabile forza motrice del carro e di altri attrezzi. I buoi da lavoro e i carri agricoli a cui erano associati sono ormai scomparsi e oggi è quasi impossibile vedere arare una pariglia aggiogata. E tuttavia questi animali sono ancora presenti nella nostra quotidianità; basti considerare le numerose espressioni linguistiche a cui hanno dato origine: “Prendere il toro per le corna”, “Mettere il carro davanti ai buoi”, “Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”, “Essere un popolo bue”, “Moglie e buoi dei paesi tuoi”. Questo volume si compone di due parti: nella prima si rintracciano, a partire dagli elementi mitologici e rituali, gli aspetti caratterizzanti e identificativi della presenza dei bovini nella civiltà del Mediterraneo e poi in particolare dei buoi nel mondo contadino; nella seconda si ricostruisce l’evoluzione della trazione animale dalla preistoria al carro agricolo in uso fino al secolo scorso, che è quindi descritto nei dettagli costruttivi. Di particolare interesse è la permanenza di conoscenze e pratiche relative al lavoro e al rapporto con i buoi, una cultura materiale che i contadini hanno tramandato per millenni pressoché intatta e che fino a circa cinquant’anni fa era ancora ben presente nel vissuto quotidiano.
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Libro

Collana: Logìa
Prezzo: 12,00 - 5% = 11,40 €
Versione E-book: Non disponibile
Formato: 13,5x21
Data di uscita: 6-6-2018
Codice ISBN: 978-88-95187-53-2
Numero di pagine: 232 pp

Antonio Quattranni

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Antonio Quattranni, laureato in Lettere all’Università di Perugia, ha conseguito il perfezionamento in didattica dei beni culturali presso l’Università di Roma III. È stato borsista al Polinicum di Varsavia e all’Istituto Puškin di Mosca. È insegnante e pubblicista. Ha fatto parte del comitato scientifico per il Museo …